L’uomo nero e la bicicletta blu by Eraldo Baldini
My rating: 5 of 5 stars
Sono cresciuta in città (Bologna) ma mio padre è nato e cresciuto in provincia, che ai suoi tempi era come aperta campagna. Ho sentito storie di finestre gelate all’interno, e mi ricordo gite da cugini che vivevano in campagna, dove si giocava nel fienile e si correva dietro alle galline.
Questo libro è la storia di un bambino, Gigi, cresciuto nei primi anni Sessanta nella Pianura Padana, in un paese di campagna dove tutti i pochi abitanti si conoscevano. La sua famiglia, composta dal babbo lavoratore mercante di animali, la mamma che riesce sempre a sistemare situazioni difficili, un fratello molto più furbo di lui, e un nonno che ne ha passate di cotte e di crude, non è abbiente ma la situazione diventa ancora più difficile a causa della condizioni economiche dell’intero paese. Gigi sta risparmiando e cercando di mettere da parte qualche soldino per comprarsi una bellissima bici blu che ha visto in una vetrina, sapendo che la sua famiglia non se la potrà mai permettere. Diventa amico di una bambina della sua età che si è trasferita da poco dalla città, e trova in lei un’amica vera con cui condividere i giri in bicicletta e la cattura delle rane.
Il libro ha aspetti sia di Bar sport e di Don Camillo, descrive in maniera impeccabile le campagne e la vita povera degli anni Sessanta, e i personaggi e gli avvenimenti rispecchiano l’ingenuità e la innata saggezza di un bambino di dieci anni. La prima metà del libro mi ha fatto ridere di gusto, tanto le situazioni (non poi così improbabili) sono descritte con ironia e semplicità. Nella seconda metà il libro cambia decisamente tono, e fa apparire aspetti diversi e inquietanti della situazione.
Mi è piaciuta moltissimo questa storia, che riesce a utilizzare parole semi-dialettali come cavedagna e sfrucugliare che non credo possano essere rese in alcun altro modo. Il linguaggio semplice, diretto e quasi scarno è una ventata di freschezza e rispecchia le situazioni ed emozioni descritte.
Il cambiamento di tono riflette la vicenda, che anche se per la maggior parte narrata dal punto di vista di Gigi bambino, è un flashback, e viene narrata con la consapevolezza di un adulto.
Se questo è un romanzo ‘letterario’, sono decisamente curiosa di leggere le storie noir di Eraldo Baldini.


